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mercoledì 30 dicembre 2015

Il progetto N.A.MI.R. (seconda parte)



Questa azione del consigliere provinciale fu presentata con una conferenza stampa, intitolata “NAMIR, fallimento di un progetto sociale che doveva garantire un livello assistenziale adeguato alle persone in stato vegetativo!”, che si svolse l’1 ottobre del 2014, presso la Sala Commissioni del Palazzo della Regione di Trento, a cui parteciparono anche Gabriella Maffioletti(allora capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale a Trento), Carlo Andreotti (ex Presidente della PAT esponente del gruppo politico ‘Trentino Autonomista’), Paolo Catanzaro (Coordinatore provinciale di Forza Italia) e Giorgio Manuali.

Naturalmente, durante la conferenza stampa, non mancò l’attacco all’amministrazione provinciale: “Con atto provinciale n. 521/2010 si deliberava la disciplina quadro in materia di interventi sanitari ed assistenziali per le persone in stato vegetativo e quelle affette da SLA (Sclerosi Laterale amiotrofica). Lallora assessore alla Sanità, Ugo Rossi, ricordava negli annunci pomposi dellepoca, come le persone in stato vegetativo e quelle affette da SLA avessero bisogni di tipo sanitario e sociale che richiedono interventi altamente complessi ed integrati. Il progetto NAMIR ha sostituito in maniera davvero indegna quella che era la proposta avanzata a livello politico di dedicare una struttura ad hoc (la casa dei risvegli). Oggi il modello NAMIR, alla luce dei fatti, risulta essere unsurrogato del tutto indegno del progetto ispiratore”.

Il Gruppo Consiliare di Forza Italia, comunque, non si limitò alla sola interrogazione ma il 31 ottobre 2014 inviò all’allora presidente del Consiglio Provinciale, Bruno Dorigatti, una mozione con cui impegnare la Giunta a “operare in tempi rapidi un censimento provinciale delle persone che versano in stato vegetativo e comatoso al fine di conoscere lattuale stato di salute, la collocazione e le principali esigenze sanitarie; ristabilire attraverso provvedimento ad hoc lapprovazione delle Direttive per il finanziamento dellassistenza nelle RSA per lanno 2015che prevede un accantonamento di risorse atte a garantire livelli adeguati di assistenza alle persone affette da tale patologia, dato che oggi, nel nucleo accoglienza minima responsività della RSA Margherita Grazioli’ di Povo i soggetti ospitati presso la Casa di Riposo sono a tutti gli effetti collocati in stanza con pazienti lungodegenti ed anziani (in totale sfregio delle linee guida che aveva adottato la Giunta provinciale nel momento di ufficializzazione impegno identificativo di caratteristiche strutturali ed organizzative specifiche per tali soggetti); dare incarico allAssessorato alla Salute e politiche sociali di definire, di intesa con lAzienda provinciale in tempi celeri, con assunzione di apposito documento, i criteri di accesso allaccantonamento specifico per lassistenza in RSA – livello assistenziale NAMIR; ripristinare, come da accordi stipulati tra Dirigente Sanitario Villa Rosa nel momento del trasferimento degli utenti interessati dalla patologia e parenti degli stessi, la situazione quo ante, ossia di unastanzetta dedicata allaccoglienza e alla assistenza morale, fisica e logistica delle sole persone affette da tali patologie, la cui situazione non è assolutamente compatibile con quella dei pazienti ospitati ad hoc nelle RSA”.

All’interrogazione rispose la stessa RSA ‘Margherita Grazioli’. Innanzitutto, per quanto concerne gli standard logistici, la struttura informò che il nucleo NAMIR “è costituito da tre stanze a due letti con attrezzature medicali appropriate, dotate di piccolo balcone e ingresso autonomo” allattivazione del nucleo nel 2008 due stanze sono state adibite a singole per accogliere quattro residenti in stato vegetativo (anziché sei). Con tale decisione la RSA ha di fatto rinunciato a un introito di 90mila euro allanno per la riduzione di due posti letti ordinari”.

Per quanto riguarda, poi, gli standard assistenziali, l’RSA fece sapere che “con riferimento alle Direttive provinciali riguardanti i NAMIR del 2007 e alle Direttive RSA del 2014, che prevedono standard aggiuntivi di personale assistenziale e di fisioterapia nonché la consulenza psicologica, la RSA garantisce tutte le prestazioni previste per i residenti NAMIR, con un alto livello di personalizzazione degli interventi”.

A proposito, infine, della storia che ha generato l’interrogazione di Forza Italia e degli altri, questa era già nota nel maggio 2009, grazie a un articolo pubblicato sulla stampa locale in cui fu data voce al padre del giovane in coma vegetativo. Ecco il testo del pezzo con cui concludiamo questa inchiesta su NAMIR, sperando, che chi dovere, cerchi di valorizzare un servizio vitale per tante famiglie:

Da quindici anni, da quel tragico 31 luglio 1994, quando suo figlio Vittorio(nome di fantasia) rimase vittima di un terribile incidente stradale, assiste quel ragazzo che da allora non ha mai riaperto gli occhi. Da allora è in come vegetativo e se fino a pochi mesi fa era ricoverato allospedale Villa Rosa di Pergine, dove veniva seguito e assistito, dal 26 novembre 2008 è stato trasferito alla casa di riposo di Povo.

Gli avevano detto che quella sarebbe stata una struttura idonea, gli hanno parlato di un centro specializzato per questi tipi di malati, Povo rientra nei centri NAMIR, ma secondo il papà di Vittorio, invece, questa struttura non è idonea.

E in una lettera scrive tutto il suo disappunto: Ho 75 anni – spiega – mia moglie ne ha 70, non godiamo di una buona salute, ne abbiamo passate tante, ma ora ci stiamo distruggendo. Nostro figlio a Povo è assistito comesemplice paziente anziano non autosufficiente. Il personale fa quello che può, sono bravi, disponibili, pieni di buona volontà, ma sono specializzati per assistere anziani, non pazienti in stato comatoso. I medici – prosegue – sono geriatri, altri medici si vedono saltuariamente. I malati in stato comatoso non possono essere equiparati e trattati come anziani non autosufficienti.

I genitori chiedono aiuto, lanciano un appello alla Provincia e allassessore Rossi: Realizzi un centro NAMIR, ma uno che funzioni’”. Gian Piero Robbi   http://www.robbi.org/1646/sociale/il-progetto-n-a-mi-r-seconda-parte/


2 commenti:

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