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lunedì 4 gennaio 2016

Le inarrestabili atlete


Nicole Orlando con le sue cinque medaglie ai Mondiali di atletica per atleti con sindrome di Down è straordinaria ma non unica.
«Per fortuna», dice fiera mamma Roberta, «È una campionessa, come altre, che hanno vinto tanto. Che bello sia vista come esempio». Perché la storia di Nicole si intreccia con quelle di Maria o Dalila o Sara, che hanno illuminato il 2015 con l'oro che brilla, e con quelle di oltre duemila ragazzi e ragazze con sindrome di Down, che giocano e si divertono nelle gare organizzate dalla Fisdir, la Federazione Sport Disabilità Intellettiva e Relazionale.
Nicole scelta dal Presidente Mattarella a rappresentarli tutti: quelli che non si fermano davanti alle difficoltà e sanno superarle. «Che emozione quando ho sentito che mi citava. Ero in montagna con la mia famiglia, festeggiavo Capodanno. Dicevo: ma ho sentito bene?».

La foto di Nicole commossa sul podio, avvolta dalla bandiera italiana, nella mano il peluche simbolo dei Mondiali, gli occhi al cielo e la medaglia d'oro al collo ha fatto il giro del web. Benedetti siano facebook e twitter. È la fine di novembre. Si sono appena conclusi i campionati in Sudafrica.
Mauro Ficerai, il c.t. degli Azzurri, con il cellulare riprende Nicole dopo il suo ennesimo trionfo. Alla fine saranno per lei quattro medaglie d'oro (100 metri, salto in lungo, triathlon con record del mondo e staffetta 4x100) e una d'argento (200 m). La Fisdir la mette sul proprio profilo facebook, mamma Roberta la fa avere giustamente orgogliosa ai giornali del biellese, in Piemonte, dove vivono.
Viene ripresa prima da un deputato 5 Stelle, Tommaso Longobardi e poi da Matteo Renzi, che la posta sul proprio profilo: «Avete fatto onore al nostro Paese e a tutti quelli che non si arrendono mai. Siete un esempio per tutti». E aggiunge: «La più brava di tutti è stata Nicole Orlando».
Non solo Nicole e non solo atletica.

Maria Bresciani ha vent'anni. Da più di dieci è in piscina tutti i giorni. La sera lavora in una pizzeria di Cremona, Il Pepe Nero. Fa volontariato. Suona con la chitarra le canzoni di Laura Pausini. Nel nuoto è la migliore del mondo: 49 medaglie internazionali (36 d'oro, 7 d'argento e 6 di bronzo).
Dalila Vignando aiuta nel ristorante di famiglia, l'Osteria Vecia di Luisago, vicino Como, ma quello che ama è nuotare. È un fenomeno mondiale. Anche lei ha iniziato presto. «Quando è nata, i medici avevano dato meno del 10% di possibilità di sopravvivenza. Ora ci troviamo una campionessa» dice Gianfranco, uno dei suoi quattro fratelli che l'accompagnano agli allenamenti.
Sara Spano è uno scricciolo di 16 anni. Ha iniziato con l'atletica a 6 anni. Si ispira a Nicole. Ha dedicato alla mamma, morta due anni fa, le medaglie ai Mondiali. Studia al liceo artistico e suona il pianoforte. È questa l'Italia bella paralimpica del discorso del Presidente Mattarella.

Nicole respira sport da quando è nata. Mamma giocava a basket, papà Giovanni a calcio in Serie C. Aveva pochi mesi e già nuotava. Mamma Roberta: «Mi dicevano: ha i legamenti lassi. Allora l'ho mandata in piscina». Prima il nuoto, poi la ginnastica, con la società Lamarmora. «C'erano regole uguali per tutti, disabili e normodotati».
Al liceo (lo scientifico tecnologico, uscita con 100 e una tesina su un blog) le prime gare di atletica. «Il salto in lungo e la corsa mi piacciono tanto. Mi alleno tutti i giorni, fra atletica, nuoto e tennis tavolo». Sarà la madrina della presentazione, l'8 gennaio, della prima edizione dei Trisome Games, i Giochi Mondiali per atleti con sindrome di Down, con otto sport, che si terranno a luglio a Firenze.

«Ho un sogno: fare l'attrice». In parte realizzato lo scorso dicembre in un musical sul bullismo ispirato a Glee, "Losers". E ha partecipato alle riprese di un prossimo film con Depardieu, "Creators". Franco Bomprezzi, su InVisibili, il blog del Corriere della Sera dedicato alla disabilità, scrisse per primo di lei. Aveva 18 anni. Le disse: «Fai un blog». Iniziò a scrivere Il Diario di Nicole.
Racconta di lei: «Mi piace ascoltare Emma e Mika e suonare la batteria». È una grande tifosa di calcio: «A Natale mi hanno regalato il libro con le Prime Pagine della Gazzetta sull'Inter. Ljajic è il mio giocatore preferito. Che bello sarebbe vederlo giocare e allenarsi». Chissà se il suo desiderio si potrà esaudire. Meglio sarebbe quello della mamma: «Il lavoro. Le piace fare la segretaria, lo fa anche alla nostra società sportiva, Team Ability. Eravamo in tre atleti, ora siamo in 16». Intanto Nicole ti parla e lo dice: «Sono felice? Sì, sono proprio felice».
A cura di di Claudio Arrigoni

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